Quante volte di fronte ad un problema o ad una domanda ci fermiamo? Quanti di noi cercano la perfezione, magari solo la loro risposta ideale, e non riescono a fornire le risposte o le soluzioni per tempo?A scuola, al lavoro, nello sport, in politica la tempestività è importante quanto la capacità di saper formulare una risposta consistente e adeguata. Si magari non è proprio quella giusta al 100% (peccato). Senza fraintendimenti...la qualità è una cosa importante ma spesso ci si concentra solo su quella e sul controllo perdendo di vista che un risultato così e così è comunque già un risultato. Migliorabile certo, ma a quale prezzo? E con quali tempi?
Cercherò di spiegarmi meglio prendendo in prestito dei prestigiosi esempi formulati da un noto fisico: Enrico Fermi. Fermi era conosciuto per la sua abilità nel fare buoni calcoli approssimati con pochi o nessun dato effettivo. Un esempio ben documentato fu la stima che riuscì a formulare relativamente alla potenza di una bomba atomica esplosa nel test Trinity, basandosi esclusivamente sulla distanza che percorsero dei pezzi di carta che fece cadere dalla sua mano durante l'esplosione.
Certo si potrebbe contestare che lui padroneggiava una serie di concetti e formulazioni matematiche tali da fargli mettere in correlazione grandezze ed eventi noti della fisica. Per smentire questo processo altamente razionale egli stesso sfidò i suoi studenti universitari in un campo totalmente a lui sconosciuto (ma sul quale probabilmente si era minimamente preparato per gestire la discussione).
La bizzarra domanda posta durante una sua lezione agli studenti fu: "Quanti accordatori di pianoforte ci sono a Chicago?". Alcuni proposero di prendere l'elenco del telefono e contarli, altri proposero un censimento e via così. Una soluzione tipica e scientifica a questo problema, utilizzando ad esempio un metodo statisco, consisterebbe nel moltiplicare assieme una serie di stime che porterebbero alla risposta corretta se le stime fossero giuste. Lui disse che era in grado di stimarlo sfruttando solo conoscenze di base stupendo gli studenti formulando le seguenti ipotesi.
1. Ci sono circa 5.000.000 di persone che vivono a Chicago.
2. In media, ci sono due persone in ogni casa di Chicago.
3. Approssimativamente una casa su venti ha un pianoforte che è accordato regolarmente.
4. I pianoforti che sono accordati regolarmente vengono accordati circa una volta all'anno.
5. Ci vogliono circa due ore a un accordatore per accordare un piano, includendo il tempo di viaggio.
6. Ogni accordatore di pianoforti lavora otto ore al giorno, cinque giorni a settimana e 50 settimane l'anno.
Da queste ipotesi possiamo calcolare che il numero di accordature in un singolo anno a Chicago è:
2. In media, ci sono due persone in ogni casa di Chicago.
3. Approssimativamente una casa su venti ha un pianoforte che è accordato regolarmente.
4. I pianoforti che sono accordati regolarmente vengono accordati circa una volta all'anno.
5. Ci vogliono circa due ore a un accordatore per accordare un piano, includendo il tempo di viaggio.
6. Ogni accordatore di pianoforti lavora otto ore al giorno, cinque giorni a settimana e 50 settimane l'anno.
Da queste ipotesi possiamo calcolare che il numero di accordature in un singolo anno a Chicago è:
(5.000.000 di persone a Chicago) / (2 persone/casa) × (1 piano/20 case) × (1 accordatura pianoforte all'anno) = 125,000 accordature di pianoforte all'anno a Chicago.
Possiamo similmente calcolare che le accordature medie sono:
(50 settimane/anno)×(5 giorni/settimana)×(8 ore/giorno)×(1 accordatura di 2 ore per accordatore di pianoforti) = 1000 accordature di pianoforti per anno per accordatore.
(50 settimane/anno)×(5 giorni/settimana)×(8 ore/giorno)×(1 accordatura di 2 ore per accordatore di pianoforti) = 1000 accordature di pianoforti per anno per accordatore.
Dividendo si ottiene:
(125,000 accordature di pianoforte all'anno a Chicago) / (1000 accordature di pianoforte all'anno per accordatore) = 125 accordatori di pianoforte a Chicago.
(125,000 accordature di pianoforte all'anno a Chicago) / (1000 accordature di pianoforte all'anno per accordatore) = 125 accordatori di pianoforte a Chicago.
In fisica simili problemi vengono oggi comunemente denominati "Problema di Fermi", essendo problemi di stima progettati per insegnare l'analisi dimensionale, l'approssimazione e l'importanza di identificare chiaramente le assunzioni fatte. Tali problemi consistono solitamente nel fare ipotesi motivate sulle quantità che sembrano impossibili da calcolare, date le limitate informazioni e tempistiche disponibili.
E' possibile applicare questo metodo alla nostra vita, al nostro lavoro, al nostro studio per muovere il primo e importante passo? Dobbiamo per forza essere in controllo di tutte le variabili per poter progredire? Di fatto le migliori scoperte si sono fatte quasi sempre per caso, per ostinazione, su idee imperfette che poi qualche fisico, chimico o matematico a spiegato per noi a posteriori.
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