venerdì 22 febbraio 2013

La comunicazione oggi

Mi è capitato recentemente di partecipare ad una conferenza di Gianni Canova (http://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Canova- Professore Ordinario presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione allo IULM di Milano) il quale affermava che è stato calcolato che nel Medio Evo, un qualsiasi contadino umbro o toscano  incontrava più o meno 40 immagini artificiali  nel corso della sua vita (per lo più ritatti ed affreschi sulle pareti della  chiesa e poco altro…).
Sempre secondo i calcoli effettuati da ricercatori specializzati, oggi lo stesso uomo medio intercetterebbe oltre 600.000 immagini artificiali (cioè artefatti realizzati per comunicare qualcosa) .....ma al giorno.

In un arco di tempo di pochi secoli il nostro apparato visivo prima e percettivo poi (o viceversa ?) ha subito una mutazione gigantesca, i cui effetti sono ancora tutti da capire.
Come e quanto si è evoluto il nostro cervello per poter governare un traffico di 600.000 immagini al giorno ancora è poco chiaro. Che cosa realmente ne facciamo di tutte queste informazioni? Come le selezioniamo e soprattuto in base a quale principio? Quando guardiamo un immagine che cosa colpisce i nostri occhi e che cosa memorizza la nostra mente?

Oggi l'uomo è abbastanza nudo di fronte all'informazione digitale e analogica contemporanea, quasi quanto i primi nativi Americani che vedevano arrivare Spagnoli e Inglesi sulle loro coste: e sappiamo come è andata a finire. Siamo tutti abbastanza sprovvisti del necessario set di strumenti utili ad orientarsi nel sistema comunicativo contemporaneo.

Google lancia in questi giorni gli "attesi" occhiali elettronici che si chiameranno semplicemente Glass; senza nessun vezzo frivolo della radice "i" della casa di Cupertino. Dopo mesi di voci e indiscrezioni diventano finalmente realtà (aumentata). Google promette che i nuovi occhiali capiranno subito cosa cerchiamo, cosa vogliamo e che azioni compiere per noi: un po'navigatore, un po' macchina fotografica, ma anche mappa, ricerca negozi, monumenti, uffici e amici preferiti sui social media e chi più ne ha più ne metta.
Google ha aperto una pre-vendita condizionata dei primi pezzi legando il possesso allo sviluppo di nuove applicazioni alla ricerca di nuovi creativi.

Quanto ci serviranno per comprendere meglio le 600.000 e più immagini che ci continueranno a bombardare e come questi occhiali saranno integrati nella nostra vita quotidiana lo scopriremo: sperando che google maps non ci faccia finire in qualche lago per errata interpretazione delle immagini circostanti :o).