martedì 4 giugno 2013

L'arte di Delegare

Delegare o non delegare questo è il problema...
Farlo solo quando stai per affogare non ha senso, farlo perchè un buon manager deve comunque farlo neanche.
A mio avviso il delegare ha principlamente a che fare con la fiducia.


Quanto ti fidi delle persone con le quali lavori? Sei sicuro che queste faranno esattamente quello che ci si attende da loro? Il più delle volte mi verrebbe da dire di no. Ma chi è che vorrebbe un altro ME (o un MINI ME) a dirigere le cose che devo fare da solo?

Forse è meglio avere qualcuno che ci dia un certo "challenge" professionale, con una propria view e un proprio modo di organizzare e condurre le cose in porto.

Delegare non può però voler dire necessariamente spossessarsi del proprio lavoro, ma più che altro condividerlo nel tentativo di far crescere anche professionalmente quelli intorno a noi, tenendo per se le responsabilità e potenzialmente le difficoltà derivanti da potenziali errori.

La comunicazione diventa in questo caso un fattore determinante per sapere, senza essere invasivi, dove il delegato stà con il lavoro, e per dare le indicazioni necessarie al fine del completamento del task assegnatogli. Se il bilanciamento umano-professionale ed emotivo funziona, il delegante non sarà più quel collo di bottiglia nelle fasi decisionali che tanto infastidisce i talenti in fase di crescita.

Un simpatico articolo su Forbes di questa settimana riassume in chiave "cinofila" alcuni dei concetti dell'Arte di delegare. http://www.forbes.com/sites/victorlipman/2013/06/03/the-secret-to-effective-delegation/ Buona Lettura.  

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